è la festa
dei Cimbri:

antiche leggende
in luoghi magici ed inediti

DAL 10 AL 19 LUGLIO 2026

A BREVE IL PROGRAMMA

Lasciati guidare dalle leggende cimbre, tra eventi e luoghi che raccontano
di una storia antica nei territori e nelle contrade di ROANA

Selvart

HOGA ZAIT – “ISTA GABEST AN BOTTA” Leggende cimbre

Escursione guidata con Asiago Guide.

Info e prenotazioni
• www.asiagoguide.com
• Asiago guide: 347 1836825

Selvart

“HOGA ZAIT” – Simpsosio di scultura in legno. Ingresso libero.

Info
• Facebook Pro Loco Mezzaselva
• cell. 375 7797636

Selvart

HOGA ZAIT – Inaugurazione Simposio di scultura estemporanea in legno e passeggiata all’interno del parco Ingresso libero.

Selvart

”HOGA ZAIT” – Laboratorio del legno

Ristorante Kappa2

“HOGA ZAIT” – Aperitivo cimbro con Pierangelo Tamiozzo e Inaugurazione Hoga Zait con gli Schellatragar

Ristorante Kappa2

“HOGA ZAIT” Cena conviviale, Segue dalle ore 21.00 con- certo musica folk con gli Hotel Rif

Per l’inaugurazione della ventesima edizione di Hoga Zait, è stato proiettato il video di un interessante lavoro etnografico svolto a Roana nei primi mesi del 2025. Esso racconta in modo molto originale le tradizioni del mondo cimbro, evocando alcuni oggetti della memoria. Fa parte di un progetto più ampio, i laboratori di ricerca di Lab Village, realizzati “per sviluppare prototipi culturali e artistici, prodotti o servizi volti a promuovere un turismo culturale sostenibile”. Parte del progetto per Roana, commissionato e voluto dall’Università Ca’ Foscari di Venezia.
Autore e regista di questa produzione è Fabio Bonelli; con la partecipazione di Annalisa, Alice, Vallì, Elia, Giliano, Matteo, Claudio e Andrea.

LUOGO?

“HOGA ZAIT”- ALTE ERBOT – Antichi mestieri dal bosco alla falegnameria.

Escursione guidata con Asiago Guide.

Info e prenotazioni
• www.asiagoguide.com
• Asiago guide: 347 1836825

Selvart

“HOGA ZAIT” – Simpsosio di scultura in legno. Ingresso libero.

Info
• Facebook Pro Loco Mezzaselva
• cell. 375 7797636

Palazzetto - Caminetti Boscon

“HOGA ZAIT” – Piantumazione di 50 alberi (come gli anni di gemellaggio) e inaugurazione del “Bosco del Gemellaggio”

Sala consiliare

“HOGA ZAIT” – Cerimonia ufficiale dei 50 anni con posizio- namento di parte della statua Martalaar – che simboleg- gia il gemellaggio – presso il municipio e approvazione del Protocollo di Cooperazione 2026–2030, per mettere sulla carta anche i prossimi anni di collaborazione tra i due Co- muni.

Palazzetto

“HOGA ZAIT” – FESTA POPOLARE “Volksfest” e cena inter- culturale con piatti tradizionali bavaresi. Musica dal vivo originale bavarese.

Info e prenotazioni
IAT ROANA: 0424 694361

Piazza Santa Giustina

“HOGA ZAIT” – ALTE ROBAAN – L’antico paese e le sue contrade.

Escursione guidata con Asiago Guide.

Info e prenotazioni
• www.asiagoguide.com
• Asiago guide: 347 1836825

Chiesa Parrocchiale

“HOGA ZAIT” – Messa cantata in cimbro

LUOGO?

”HOGA ZAIT” – Scoprimento della via intitolata a Velden, segue presentazione dei lavori di restauro del Museo di Cultura Cimbra.

Piazza Santa Giustina

”HOGA ZAIT” – Laboratorio (NOME?)

Piazza Santa Giustina

”HOGA ZAIT” – Concerto “The Rumpled”

Istituto Cultura Cimbra

”HOGA ZAIT” – Presentazione libro poesie di Sergio Bonato a cura di Danillo Finco e Oliver Baumann.

Info
• IAT ROANA: 0424 694361

Cinema Teatro Palladio

HOGA ZAIT – Proiezione di un docufilm dal Lessinia Film Festival

Istituto di Cultura Cimbra

“HOGA ZAIT” – Laboratorio per bambini (NOME?)

Info e prenotazioni
• Istituto di Cultura Cimbra

Istituto di Cultura Cimbra

“Hoga Zait” – Serata culturale con l’autore Luca Panieri

Ritrovo Casa Tanzerloch

“Hoga Zait” – TANZERLOCH – la grotta delle danze Escursione guidata con Asiago Guide.

Info e prenotazioni
• www.asiagoguide.com
• Asiago guide: 347 1836825

LUOGO?

”HOGA ZAIT” – Laboratorio (NOME?)

Chiesa Parrocchiale

“Hoga Zait” – Concerto con la Corale Cimbra di Luserna

Ritrovo Palaghiaccio (vicino Laghetto)

“Hoga Zait” – SKADA – l’isola che non c’è. Escursione guidata con Asiago Guide.

Info e prenotazioni
• www.asiagoguide.com
• Asiago guide: 347 1836825

LUOGO?

”HOGA ZAIT” – Laboratorio (NOME?)

Ritrovo piazzetta dell’Alpino (vicino ex supermer- cato Cavallino)

“Hoga Zait” fiaccolata e spettacolo delle “Zelighen Baiblen” in collaborazione con Pro loco Cesuna

Ritrovo davanti al Bar Tre Pezzi

Hoga Zait – ALTE BEGALE – Antiche vie di collegamento. Escursione guidata con Asiago Guide.

Info e prenotazioni
• www.asiagoguide.com
• Asiago guide: 347 1836825

LUOGO?

”HOGA ZAIT” – Laboratorio (NOME?)

LUOGO?

“Hoga Zait” – Concerto bandistico

Hai bisogno di maggiori informazioni?
CONTATTA LO IAT DI ROANA

Le nostre avventure degli anni passati

Hai mai sentito parlare
di Hoga Zait?

Il significato

di Hoga Zait

Letteralmente Hoga Zait significa “tempo alto”, “tempo bello” e, quindi, tempo di festa. Hoga Zait è la festa dei Cimbri. Ghéebar metanandar!

Il nostro magnifico territorio ci permette di poter celebrare questo “tempo di festa” accogliendo voi famiglie in totale sicurezza con un progetto ad hoc ideato per farvi vivere le leggende cimbre in luoghi magici ed inediti e farvi scoprire angoli nuovi del nostro territorio.

La Storia

ROANA

Frazioni e località

Roana è un Comune, Italiano della provincia di Vicenza, particolare: è composto da sei Frazioni, coincidenti con altrettante Parrocchie. Camporovere, Canove, Cesuna, Mezzaselva, Roana e Tresché Conca, con le loro numerose contrade, contano circa 4.000 abitanti

Il territorio su cui si estendono le frazioni è immenso: quasi 8.000 ettari in gran parte di boschi di conifere. E poi prati e pascoli a perdita d’occhio. L’altitudine media dei centri abitati è di poco superiore ai 1.000 metri e ciò rappresenta l’ideale per una villeggiatura di mezza montagna, adatta a tutte le età e ad ogni esigenza di salute.

Il sole la fa da padrone tutto l’anno, tant’è vero che Roana e Mezzaselva sono anche conosciute come “Riviera”. Da qualsiasi centro abitato il panorama è unico e di una incredibile vastità, poiché spazia ben oltre i confini dello stesso Altopiano. La dolcezza dei profili montuosi, l’aria che si respira, il verde infinito spingono a trascorrere intere giornate all’aperto o a inoltrarsi nella foresta per goderne pienamente.

Silenzio, tranquillità, luce e colori, la mitezza e l’asciutto del clima in ogni stagione fanno sì che il turista, una volta scoperto questo territorio, se ne innamori e mai più l’abbandoni.

Una caratteristica del territorio, comune a tutto l’Altopiano, è la conformazione carsica del terreno; questo ha permesso la formazione geologica dei “de löcher”, voragini carsiche come il Tanzerloch a Camporovere o il Jacominarloch a Cesuna, che sono diventate vere e proprie attrazioni ambientali a tutti gli effetti, corroborate da antiche leggende che ancora oggi vivono nei racconti favolistici.

i Cimbri

Chi sono?

cimbri sono una popolazione di lingua e costumi germanici che durante il Medioevo si stabilì sulle Prealpi veneto-trentine, ossia nel sistema di valli e montagne comprese tra i fiumi Adige e Brenta. L’origine di queste genti è una questione dibattuta da secoli: molte sono state le ipotesi fatte da diversi studiosi, spesso basate più su supposizioni o credenze che non su reali dati storici.
Le attestazioni documentali e archeologiche, infatti, sono molto scarse e non restituiscono un panorama esaustivo del territorio nei secoli tra la Tardo-Antichità e l’Alto Medioevo.

«Haec familia fugerat tempore famis ex hoc
monasterio Puronensi, in honore sancti Benedicti
constructo […], ad Veronam civitatem.»
«Questa famiglia in tempo di carestia era fuggita da questo monastero puronense, costruito in onore di San Benedetto […], verso la città di Verona.»

– È la prima attestazione della migrazione di gente di origine germanica verso l’area veneto-trentina in un testo databile attorno al 1050 e ritrovato nel monastero benedettino di Benediktbeuern (Baviera occidentale)

Le più importanti fonti in nostro possesso sono di carattere culturale. Tra queste, quella di Maggior rilevanza è la stessa lingua cimbra, una lingua di radice germanica la cui origine viene fatta risalire dai linguisti fino all’ultima fase dell’antico alto tedesco, parlato nella zona meridionale dell’odierna Germania tra VIII e XI secolo.

La migrazione dei primi “cimbri” si può quindi collocare all’interno di questa forbice temporale e spaziale.
Inoltre, dal dato linguistico si ricavano altre informazioni importanti a livello storico e demografico. Alcune forme del cimbro si distaccano dalle strutture più arcaiche e sono vicine al medio alto tedesco (parlato in Germania fino al XIV secolo); tale sovrapposizione è indice di un flusso migratorio durato alcuni secoli, durante i quali gruppi di persone oltrepassavano le Alpi in cerca di fortuna.

I primi documenti che ci danno notizia dell’Altopiano dei Sette Comuni risalgono al XIII-XIV secolo, in concomitanza con la fase di massima espansione economica delle città del nord e centro Italia. Gli scritti dell’epoca testimoniano la vitalità degli scambi tra montagna e pianura, sintomo di una presenza sociale attiva e di insediamenti sempre più stabili e organizzati: i piccoli nuclei abitati costruiscono le prime chiese, fondano le prime parrocchie e si aggregano in comunità più ampie come i Comuni e la Federazione dei Sette Comuni (primi decenni del 1300). In quel periodo inizia però anche la progressiva diminuzione dei rapporti tra il nord Italia e il mondo tedesco dovuta ad una serie di contingenze politiche e sociali: la morte di Federico II di Svevia (1250) segna la fine del controllo imperiale sull’Italia comunale; il rallentamento dell’economia europea del 1300 e la grande epidemia di peste di metà secolo causano una profonda crisi demografica e lavorativa che mina le motivazioni alla base delle migrazioni; infine, le affermazioni della dinastia asburgica nell’Impero e di Venezia sulla terraferma veneta (tra XIV e XV secolo) rendono le Prealpi un territorio di scontro fra potenze. In questo contesto i Sette Comuni, dopo la dedizione alla Serenissima del 1405, legano il proprio destino a quello di Venezia divenendone, nel bene e nel male, un partner commerciale e un baluardo difensivo. L’invasione napoleonica dell’Italia segna la caduta della Repubblica Veneta (1797) e, di fatto, anche della Federazione dei Sette Comuni (1807).
(fonte https://www.c7c-dev.cloud/storia-de-storja/)

La Schella

il campanone
delle vacche

la Schella è il campanone delle vacche, in HZ è utilizzato per simboleggiare il “tempo alto”,
il tempo di festa e prende ispirazione anche dall’uso della schella che si faceva per scacciare l’inverno e dare il benvenuto alla bella stagione, in un’altra festa caratteristica che si perde nella notte dei tempi ma ancora oggi presente nella nostra comunità, che si chiama Schella Marz (o) mèrtzo.

 

Gli Schellaträgar

Gli Schellaträgar, rappresentanti delle sei frazioni e custodi della campana, diventano ambasciatori cimbri con il compito di dare il benvenuto agli ospiti dal mondo.

IMG_9552