Boolkhent dar Hoga Zait!
Dopo 4 edizioni del festival cimbro ormai tutti conoscono Hoga Zait e il suo significato, per lo meno nell’ambito degli Otto Comuni altopianesi. Il primo concetto che salta alla mente è ovviamente il mondo cimbro nella sua particolarità di minoranza etnico-linguistica circoscritta all’Altopiano di Asiago. Quello che ci si aspetta per la quinta edizione, quindi, sono le canzoni in lingua cimbra, i gruppi folkloristici, gli spettacoli ad ambientazione naturale, i sanguanèi e le anguane: tutto quanto, insomma, ha reso famoso il nostro festival ed ha attirato moltissimi spettatori anche dalla pianura e dalla città.
Tuttavia, fermi restando i cardini su cui poggia solidamente la manifestazione - il retaggio linguistico, favolistico e folkloristico, che ne rappresentano , invero, anche l’indiscutibile patrimonio culturale- quest’anno abbiamo voluto pensare ad Hoga Zait in modo diverso, dove, il diversum inteso nel senso latino diventa il punto di partenza per un viaggio oltre i confini simbolici del festival: una ricerca dei “cimbri” nelle altre culture del mondo, vale a dire di coloro che rappresentano una specifica unicità all’interno della propria cultura, qualunque essa sia, come i cimbri la rappresentarono per secoli in seno alla Serenissima Repubblica di Venezia, prima, e nell’Italia dall’unificazione ai giorni nostri, poi.


Danze alla luce dei falò, fate e anguane, magie e incantesimi nei luoghi delle favole cimbre, canti della tradizione popolare
Simbolo dell'Hoga Zait la schella è destinata ad assurgere a vero simbolo di unità e fratellanza fra cimbri altopianesi ed appartenenti ad altre etnie. Antico strumento di bronzo legato fin dai tempi immemorabili ai giorni di festa, al mondo agreste e alla pastorizia, la Schella funge da richiamo, scandisce il tempo ed identifica il gruppo di appartenenza: essa, infatti, viene suonata all'inizio di ogni evento significativo, invitando a prenderne parte. Ogni frazione roanese possiede la propria Schella con il nome del paese scritto in cimbro; ogni strumento ha il proprio Schellatragar, che orgogliosamente mostra e fa risuonare il vessillo del popolo cimbro.